Archive for June, 2015

June 30th, 2015
Comments Off

Acquistare 6: Canasta dimenticata di tanti: colpa sul burraco o in quanto è estremamente aristocratico?

Gli anni d’oro della canasta sono tramontati già da tempo, anche se alcuni circoli di questo gioco continuano a sopravvivere sia in Italia che all’estero. Insieme a burraco, pinnacola, scala 40 e machiavelli, la canasta appartiene all’ampia famiglia di giochi di carte che derivano dal ramino. Considerata la sua diffusione tra la popolazione più anziana, rimane tuttora un ottimo modo per allenare la mente, oltre che per intrecciare nuove relazioni. Proprio perché associata a un mondo altoborghese fatto di lustrini e vuoti cerimoniali, è diventata facile bersaglio dell’ironia dei comici di diverse epoche.  In fatto di popolarità, negli ultimi tempi la canasta è stata soppiantata dal burraco, un gioco anch’esso originario dell’Urugay, che riprende molte regole della canasta e del bridge semplificandole.

Giochi di coppia

Canasta, bridge e burraco si giocano tutti a coppie (nella canasta i giocatori possono essere da due a sei). Esiste però anche una versione di canasta per tre persone: in questo caso la classica organizzazione a squadre viene meno.

Le regole

All’inizio ogni giocatore riceve quindici carte: lo scopo è formare combinazioni di sette o più carte di uguale valore, chiamate appunto canaste, e quindi “chiudere” rimanendo a mani vuote. In questo gioco i semi sono ininfluenti: conta solo il colore e il punteggio. E’ infatti possibile utilizzare apposite carte che non recano semi ma solo i colori rosso (quadri e cuori) e nero (picche e fiori). Alle carte dal 4 al 7 vengono attribuiti 5 punti, quelle dall’8 al re valgono 10, mentre l’asso e i due 20 punti. Pur non valendo nulla, i tre neri possono essere utilizzati per impedire all’avversario di raccogliere carte dal mazzo degli scarti. I tre rossi danno diritto a pescare un’altra carta e concorrono alla formulazione del punteggio alla fine della mano. I jolly e le pinelle (i due) possono sostituire qualsiasi carta. Così come in altri giochi, per poter pescare del mazzo degli scarti, che in questo caso si chiama pozzo, occorre “aprire” calando sul tavolo determinate combinazioni di carte.

Zitto e gioca

Una peculiarità della canasta è l’obbligo del silenzio tra i compagni di squadra, che possono parlare tra loro solo al momento della chiusura. Gli appassionati della canasta hanno fatto notare che se altri giochi come burraco e briscola possono vantare un’offerta piuttosto ampia di siti Internet, i portali italiani dedicati alla canasta sono decisamente meno. La complessità delle regole del gioco si traduce in una maggiore difficoltà tecnica di realizzazione da parte dei programmatori. Una di queste criticità consiste nell’utilizzo di 3 mazzi di carte da 52: è difficile consentire la visualizzazione sulle schermo di un così alto numero di carte. Un altro aspetto riguarda il blocco o il congelamento del pozzo degli scarti, una regola di facile applicazione dal vivo, ma che risulta più difficile mettere in pratica su un’interfaccia di gioco virtuale.

Un po’ di storia

L’avvocato Segundo Santos e l’architetto Alberto Serrato sono considerati i padri fondatori della canasta. Santos, appassionato di Bridge, nel ’39 mette a punto le regole della canasta insieme all’amico Serrato, attingendo dai regolamenti di altri giochi come il bridge e il gin rummy e smorzando la forte componente aleatoria di quest’ultimo. Santos, in particolare, era alla ricerca di un gioco che non lo impegnasse al tavolo tutta la notte come invece avveniva con il bridge. Provò quindi con il rummy e con una sua variante chiamata “cooncan”, trovandoli però troppo determinati dal caso a discapito dell’abilità.

Dal cesto spunta il nome

CanastaUna volta approntate le regole del gioco, Santos e Serrato si trovarono al ristorante per presentarlo agli amici: non sapevano però come chiamarlo. Ma ecco inaspettatamente arrivare la soluzione: nn cameriere aveva prestato loro un piccolo cesto (canastillo) per riporvi le carte. Poco dopo gli amici al tavolo giunsero alla conclusione che il nome canasta, giocato sulla reiterazione della vocale ‘a’, suonava molto meglio di “canastillo”.

Gli anni Cinquanta furono il periodo di maggiore diffusione della canasta, che diventò popolare anche negli Stati Uniti, prima di aver riscosso successo tra i turisti in visita a Montevideo. Dal Jockey club, un locale della capitale, il gioco si diffuse in tutta Montevideo, lungo la costa uruguaiana e in tutto il Sud America. Da lì, poi, negli anni Cinquanta arrivò negli USA.

Successo postbellico

I dieci anni che intercorrono tra la sua diffusione in Sud America e negli Stati Uniti, si devono alla sospensione dei voli disposta durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Club Regency di Manhattan fu tra i primi ad adottare questo gioco, grazie all’opera di Josephine Artayate de Viel, turista di Buenos Aires. Fu quest’ultima, a discapito di Santos e Serrato, a trarne i maggiori vantaggi economici, con la pubblicazione di un manuale (negli anni seguenti si diffesero a macchia d’olio libri sulla canasta). Grazie ai soldati di stanza in Giappone e in Germania, la popolarità della canasta crebbe anche in Asia e in Europa. Persino l’Unione Sovietica non seppe resistere al suo fascino. Un po’ frastornato per il grande successo riscosso dal gioco, Santos si sarebbe schermito dicendo: “L’ho fatto per carcare di levarmi il bridge dalla testa”.

Di padre in figlio

 “La canasta è il mio gioco di carte preferito – scrive il blogger 70enne Tony McGregor, residente in Sudafrica-. L’abbiamo insegnata ai nostri figli quando erano ancora piccoli e questo li ha aiutati a comprendere l’aritmetica. La nostra figlia maggiore a 5 anni utilizzava un’apposita tavoletta per reggere le carte perché aveva le mani ancora troppo piccole. Ho appreso questo gioco dai miei genitori e l’ho trasmesso ai miei figli. Mio figlio, in particolare, gioca ancora regolarmente a canasta”. Ciò che rende la canasta speciale secondo McGregor è proprio il giusto equilibrio tra abilità e fortunaproprio come Segundo Santos aveva in mente 70 anni fa”.

Il gioco del secolo

gioca canastaIn un articolo del 2010 pubblicato su New Humanist, l’esperto David Parlett intervistato da Sally Feldman definisce la canasta uno dei quattro giochi più rappresentativi del 20esimo secolo, insieme a bridge, poker e gin rummy. Secondo Parlett, autore del libro “A history of card games”, i giochi di carte possono essere considerati un prodotto della cultura popolare, alla stessa stregua di ballate, leggende e danze tradizionali. Tuttavia, nel caso dei quattro giochi citati prima, il loro regolamento è stato uniformato a livello internazionale in virtù della loro ampia diffusione.

Ogni secolo ha i suoi giochi di carte più rappresentantivi: nel 16esimo e nel 17esimo secolo furono in auge rispettivamente piquet (picchetto) e ombre (uomo in spagnolo). Nel 18esimo divennero popolari i tarocchi i quali, oltre che una pratica divinatoria, sono stati anche un semplice gioco di carte. Nel 19esimo secolo fu la volta del wist, un gioco a coppie originario dell’Inghilterra praticato con il mazzo da 52 carte, che è stato in seguito surclassato dal bridge, il suo cugino più raffinato.

Hobby principesco…

Tornando alla canasta, secondo Sally Feldman questo gioco potrebbe ritrovare la popolarità di un tempo se perdesse l’aura aristocratica che si era guadagnato nei primi anni Cinquanta grazie alla principessa Margaret (1930-2002), sorella minore della regina d’Inghilterra Elisabetta II.

…e bersaglio della satira

Margareth, contessa di Snowdon, e la sua passione per la canasta sono messe alla berlina dal gruppo di comici inglese Monty Pyton nel loro “Monty Pyton’s Flying Circus”, una serie di sketch per la televisione trasmessi dalla Bbc dal ’69 al ‘74. Margareth, in particolare, fa una breve apparizione nell’episodio “Biggles Dictates a Letter” nel quale Biggles, aviatore protagonista di alcuni romanzi di avventura di W.E. Johns, detta una lettera alla sua segretaria indirizzata ad Hasskon, re di Norvegia. Aviatore e impiegata, però, non riescono a intendersi e Biggles è costretto ogni volta a ripetere le frasi. Durante questo siparietto sbuca la principessa dalla credenza ma Biggles la invita a rientrare nell’armadio. Quindi riprende a dettare: “Cara reale principessa Margaret, grazie per le anguille. Erano assolutamente deliziose e inconfondibilmente regali”, per poi concludere: “Ci vediamo dai Sassonia-Coburgo (dinastia di nobili tedeschi, ndr), alla serata della canasta”. Il gruppo dei Monty Pyton, di cui ha fatto parte anche il regista Tery Gilliam, è diventato popolare grazie ai film “Il senso della vita” e “Brian di Nazareth”. Nel ’76, qualche anno dopo lo sketch con Biggles, una pantomima della principessa comparve anche nel video di “Crackerbox Palace”, canzone dell’ex componente dei Beatles George Harrison.

Il bandito Canasta

Dal nome potrebbe sembrare un’arcigna vecchietta, invece Nasty Canasta (nasty in inglese significa odioso) è un rude bandito, creato dalla fantasia di Chuck Johnes, che compare in tre cartoni animati della Looney Tunes. Come altri personaggi della Loney Tunes che svolgono il ruolo di antagonisti, è un tipo tutto muscoli e niente cervello che incute paura.

Umorismo erotico

Nasty Canasta è anche il nome d’arte di un’attrice-ballerina newyorkese di neo-burlesque, genere nato nel XVIII secolo che mescola musica, comicità ed erotismo (anche Nasty Canasta, così come i Mounty Pyton, si è cimentata nella pantomima della principessa Margareth).

Realtà e finzione

Ma realtà e finzione spesso si confondono. Poco più di un anno fa ‘The Guardian’ ha diffuso le foto di Elisabetta II e Margareth da ragazze vestite come regnanti del Settecento durante alcuni spettacoli organizzati negli anni Quaranta per raccogliere fondi a favore delle truppe.

Casinotoplists – News

June 26th, 2015
Comments Off

Documentari italiani nel appuntamento d’azzardo e nuove dipendenze – Pasticcio on line acquistare

Negli ultimi anni è stato coniato il termine di “nuove dipendenze” per designare tutti quei comportamenti o attività, magari anche socialmente accettati, che non prevedono l’utilizzo di sostanze chimiche, ma che comunque vengono svolti in maniera compulsiva. Tra questi può rientrare anche il gioco d’azzardo, insieme allo shopping e all’uso dei videogiochi e di Internet. Alle nuove dipendenze è dedicato “Caduti nella rete”, documentario realizzato nel 2012 da Renato Pugina per la Radiotelevisione svizzera.

Il centro cure di Bolzano

Il documentario inizia in un centro di cura di Bolzano con le interviste a specialisti e pazienti. Nel filmato si vede Cesare Guerreschi, psicologo e psicoterapeuta, che mette in guardia gli ospiti della struttura durante le terapie di gruppo: “Bisogna curarsi almeno sei mesi continuativamente, perché se fai solo due mesi e poi tagli tornerai ancora qui”.

Dopo essersi occupato del recupero degli alcolisti, nel ’99 Guerreschi ha fondato la comunità terapeutica di Bolzano, che si rivolge in particolare ma non in maniera escusiva ai giocatori patologici (almeno fino a poco tempo fa, spiega il documentario, era anche l’unico centro ad occuparsi di dipendenze sessuali). Lo psicologo è anche autore di numerose pubblicazioni sul tema

Le Nuove dipendenze

Slot, videopoker e Gratta e vinci sono molto più popolari del gioco online: perché non vengono mai menzionati in tutta la mezz’ora di servizio? “Pur essendo diffusissimi – replica il regista –  slot e Gratta e Vinci non rientrano nell’ambito del gioco e della dipendenza online. Come si evince dal titolo ‘Caduti nella rete’, si parla delle nuove dipendenze che si sviluppano attraverso l’uso di Internet. Non soltanto quindi il gioco d’azzardo, ma anche altri aspetti come la pornografia online e i giochi di ruolo. Mi è stato chiesto se la Svizzera, dove ha sede l’emittente per la  quale lavoro, è più permissiva dell’Italia riguardo al gioco d’azzardo. Non direi proprio. Se non ricordo male, soltanto intorno agli anni Duemila è stata autorizzata l’apertura di case da gioco nella Confederazione Elvetica: prima di allora ogni forma d’azzardo era proibita. Tuttora la legge vieta il gioco d’azzardo online, nel senso che non si possono aprire siti di gioco d’azzardo in Svizzera”.

Rigore svizzero…

A riprova di ciò il regista di Varese cita l’articolo 5 della legge sulle case da gioco: “In Svizzera l’esercizio dei giochi d’azzardo mediante l’impiego di reti elettroniche di telecomunicazioni, segnatamente Internet, è vietato”.

… ma c’è la ‘gabola’

gioco onlineNegli ultimi tempi, osserva tuttavia Pugina, si è aperto il dibattito riguardo all’eventuale legalizzazione del gioco online nella Confederazione Elvetica.

Naturalmente un cittadino svizzero può comunque collegarsi a siti che hanno sede all’estero – aggiunge il regista -. Almeno, questo era possibile da casa del giocatore che ho intervistato durante le riprese di ‘Caduti nella rete’, avvenute più di due anni fa. Non so se oggi questo sia ancora possibile. In Svizzera la Commissione Federale sulle Case da gioco vigila non tanto sul gioco online, visto che è proibito, quanto sul corretto svolgimento di tutti gli altri giochi d’azzardo, e principalmente sull’attività dei numerosi casinò sparsi sul territorio elvetico”.

Iene contestate

Passando dalla Svizzera all’Italia, l’argomento del gioco d’azzardo è stato trattato a più riprese anche dalla trasmissione di Canale 5 “Le Iene”. Due servizi sul poker online di Nadia Toffa e Luigi Pelazza, in particolare, sono stati contestati dagli addetti ai lavori, che hanno riscontrato  diverse incongruenze. Toffa si è occupata di una poker room truffaldina e Pelazza di una presunta bisca illegale in Sardegna che viene scoperta dai carabinieri. Nel servizio di Nadia Toffa veniva mostrato come il gestore di una room poteva “truccare” da dietro le quinte una partita o un testa-a-testa.

Il mistero del nove di fiori

Dopo la segnalazione di alcuni utenti i quali avevano fatto presente l’incongruenza tecnica del flop formato da due sole carte, il video venne rimosso per qualche ora. Riapparve nella versione “corretta” con un nove di fiori in aggiunta (Mediaset si giustificò parlando di un errore in fase di post produzione).

Videolottery e riciclaggio

Ancora la giornalista bresciana Toffa ha mostrato la facilità con la quale è possibile ripulire attraverso le videolottery somme in contanti guadagnate in modo illecito. Dopo aver inserito le banconote nel dispositivo, la “iena” Toffa ha deciso di non giocare e di farsi rilasciare dalla macchinetta una ricevuta per l’importo immesso. Con lo stesso tagliando, si è quindi recata alla cassa a riscuotere la somma. Un altro dato evidenziato nel reportage è che “lo Stato non vede direttamente gli incassi di queste macchinette ma sono i concessionari a inviare i dati degli incassi ai Monopoli”.

Dirigenti inamovibili

La giornalista ha inoltre ricordato che all’interno dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, l’ente che in Italia regola il comparto del gioco pubblico, l’ex direttore generale Giorgio Tino e il direttore centrale Antonio Tagliaferri sono stati condannati a pagare rispettivamente 4 milioni e 800mila euro e 2 milioni e 600mila euro per danno erariale. Tino è diventato presidente di Equitalia Veneto, mentre Tagliaferri “continua tutt’oggi a fare il direttore generale di Aams”.

Slot e fisco

fiscoOra però le cose sono cambiate. Nei primi giorni di febbraio è giunta infatti notizia dell’assoluzione degli ex alti dirigenti di Aams da parte della terza Sezione d’appello della Corte dei Conti. I due concessionari Bplus e Hbg, invece, sono stati condannati a pagare rispettivamente 335 e 72 milioni di euro, anziché gli 835 e 200 stabiliti in primo grado. I fatti contestati, ricorda il Fatto Quotidiano, risalgono al 2007. In quell’anno dieci concessionari (Bplus, Hbg, Cogetech, Sisal, Gamenet, Snai, Gmatica, Cirsa, Gtech e Codere) furono accusati dai magistrati contabili della Procura ligure “per non aver collegato gli apparecchi al sistema informatico dei Monopoli, gestito dalla Sogei, nei tre anni precedenti”.

Secondo i calcoli del Gruppo antifrodi tecnologiche della Guardia di Finanza, avrebbero dovuto pagare 98 miliardi di euro. La cifra venne ridimensionata a 90 miliardi negli atti di citazione della Procura. “Il sistema telematico delle giocate (e delle imposte dovute) – riporta il Fatto – doveva essere pronto e funzionante nel 2004, ma ha fatto cilecca per anni, mentre le società continuavano a chiedere il nulla osta e installare macchinette senza curarsi dell’allacciamento. Nella sentenza del 2012 l’importo viene ridotto a 2 miliardi e mezzo di euro, 835 dei quali a carico di Bplus, l’unica, insieme ad Hbg, a contestare la cifra fino all’ultimo. Gli altri concessionari avevano già chiuso la vertenza pagando il 30 per cento delle somme dovute (430 milioni di euro) con il condono deciso nel 2013 dal Governo di Enrico Letta attraverso il decreto Imu”.

L’azzardo in Friuli

Passando alle piccole case di produzione, Indimage Film e Animado Film hanno recentemente finanziato il documentario “Zeroper” dell’autore e regista palermitano Federico Russo, presentato nel dicembre del 2013. L’opera, della durata di 56 minuti, racconta la vita del centro di Campoformido (Udine), specializzato nel recupero dei malati di gioco d’azzardo. Come dichiarato dallo stesso regista, lo scopo divulgativo del film ne rende particolarmente adatta la proiezione presso scuole e centri sociali.

Il Documentario “All in”

La regista Annalisa Bertasi e la psicologa Chiara Pracucci, infine, hanno dedicato tre anni di lavoro alla realizzazione del documentario “All in” presentato a metà febbraio 2015 a Ravenna (l’espressione “All in” viene utilizzata dai giocatori di poker quando mettono tutte le  fiches a loro disposizione sul piatto). Laureatasi in psicologia clinica, Chiara Pracucci ha scelto il gioco d’azzardo come argomento della sua tesi. Secondo la psicologa intervistata dall’associazione culturale “Gruppo dello zuccherificio” sul suo sito, “gioco d’azzardo patologico” è un’espressione nata da uno stridente accostamento, “il gioco creativo e libero e la patologia rigida e paralizzante”.

 “Il manuale dei disturbi mentali non parla più di ‘dependence’ ma di ‘addiction’ – osserva il direttore dell’Ausl di Forlì Edoardo Polidori,  intervistato nel documentario -. ‘Addiction’ deriva dal latino ‘addictus’, che vuol dire schiavo. I latini avevano due modi per definire la schiavitù: addictus e servus. ‘Servus’ era lo schiavo nato da schiavi, quindi figlio di schiavi. ‘Addictus’ era lo schiavo diventato tale per debiti. La schiavitù non era una condizione di partenza, ma una condizione che si determinava a un certo punto della vita”.

Pokerista e venditore di allarmi

Romanzo personale MTV“Romanzo personale”, documentario prodotto da Mtv, racconta invece la storia del giovane Emiliano, che vive con  i suoi a Calenzano, in provincia di Firenze, e ha lasciato il lavoro di rappresentante per diventare un giocatore di poker professionista. Il ragazzo si presenta così: “Emiliano Conti, quasi 25 anni, gioco da quasi cinque anni tre-quattro ore tutti i giorni con full immersion domenicali da 10-11 ore”. Emiliano si è interessato al poker “dopo aver visto questo giochino in televisione”. Come ammesso da lui stesso, nelle prime giocate Emiliano ha perso, capendo in seguito “che bisognava studiare” per affinare le proprie abilità.

La notte su Internet, la mattina dai clienti

E’ stato difficile inizialmente per il giovane professionista conciliare il lavoro di pokerista con quello di rappresentante per la ditta di allarmi dello zio, anche perché il gioco su Internet costringeva spesso il 25enne a fare le ore piccole. Giocare a poker online, per Emiliano, è come fare l’impiegato, “solo che si prende qualcosa di più”. Considerate le spese da sostenere tra alberghi e trasporti, rivela il ragazzo, giocare con il computer da casa si rivela più redditizio che partecipare ai tornei. “Il mio sogno era fare il giornalista sportivo – spiega Conti -. Ho fatto due anni di Scienze politiche. Ero molto appassionato e conoscevo tutti gli sport. Una volta appreso che con il lavoro di giornalista avrei avuto un buono stipendio eventualmente dopo i trent’anni, ho detto: OK, non fa per me. Ero uno che voleva tutto e subito. Ho chiuso con l’università e sono andato a lavorare nella ditta di mio zio”.

L’insolito regalo per i 18 anni, ricorda Emiliano, è stata la possibilità di spendere 500mila lire al casinò. Intervistata in merito, la madre non ha nascosto le iniziali perplessità in merito all’attività di giocatore professionista intrapresa dal figlio.

Casinotoplists – News

June 24th, 2015
Comments Off

Caos on line: 6su internet, accapigliamento per colpi dove pubblicare spot!

Gli annunci pubblicitari puntano, inevitabilmente, carestia comparire accattivanti a accalappiare contenuto pochissimo tempo l’attenzione dei telespettatori o al fine di aizzare la loro curiositàAllò scopo delle pasticcionel web si rivelale cose ad (v trasformarsi passare da una condizione ad un’altra) acquistare nell’immensa apporto nuovo sul gambling web. E stando cosi le cose proviamo a valutare sotto due esempi di spot tv ad loro principali mesi 2015 i quali, 2 nostro andare, sono particolarmente belli ed efficaci. Marketing allo scopo di delle scomesse su internet del 888.it Pochissimo tempo del 7 accaloramento: il mix senza difetti allo scopo di corteggiare il gruppo televisivo. Quest’ultimo spot 2015 ad 888.it Bordelloci mostra, sulle famose troppo coinvolgenti dove pubblicare uno alcuni valzer dimagrire importanti di ammasso, quasi tutte delle emozioni sul (s f scherzo) si rivela della casa vittoria sulle facce le gente: agio, ansia, appagamento sono i protagonisti del 1 spot stupendo, a apposito modo agevole anzi abile in saper amalgamare infatti bene {i|quei|tutti i|di|hvis sentimenti 1 molti viviamo nella vita, pure allorché giochiamo. Anche negli spot, 3, 888.it, pasticcioin ogni occasione all’avanguardia, poco tradisce. Sottolineiamo, oltretutto, quando codesta nuova campagna pubblicitaria 1 la proposta da stile effettuata, dunque in base a una po’ da tempo, in base a questa domicilio di 8 apostolo attualmente nei negozi: (inter ordine di fermarsi) ai effetti particolari o abisso 2 un 2 dimagrire accertato, costante. O {i|quei|tutti i|di|hvis esiti continuano di arrivare. William Hill publicità del 8 su internet Un signora, la roulette, una 1 le quali gira. Un simile un nuovissimo spot di William Hill quando punta tutto sull’evocazione le emozioni quando {i|quei|tutti i|di|hvis giochi ad questo omaccione per il gambling regalano in base a abbastanza epoca 2 grazie a arredamento che, come fare a abbiamo visto, rappresenta un tubo su cui tutti i principali del ramo puntano allo scopo di questo 2015. Gli ultimi secondi della l’advertising ricordano le quali il agio oabusivo ai minori risulta essere i quali è in grado di comportare dipendenza patologica. Ogni tema abbondante 2 chiunque e su modo più preciso 2 William Hill, come fare a dimostrano perfino tutti spot dello altro periodo, incentrati molti sopra questo affare (ricordiamo questo consiglio pubblicitario: “ascolta questo anima eppure gioca avendo nella anima “). Carestia tal proposito, ricordiamo anche quel che accennato all’inizio relativamente {alle|de fleste polemiche sulla ambasciata 7 tv degli spot delle pasticciole pubblicità mandate racchiuso (s m lo sgorgare di un liquido) riguardano soltanto 6italiani legali targati AAMS. Inoltre, 1 spot ricorda sempre per i telespettatori-giocatori del arrischiare responsabilmente. Intero su abitudine, 3: buona angolatura!
Casinotoplists – News

June 20th, 2015
Comments Off

Un agio d’azzardo o una approfondimento medica – Pasticcio on line vincere

In base a alcuni anno inedia sta parte SuperEnalotto e Sisal, notissimo appaltatore di agio, si impegnano sul sociale a favore della (s m edificio scolastico) Umberto Veronesi. Come se non bastasse divertimento, poi, “percorre” {i|quei|di|{hvis|luft til luft varmepumper meandri sul ammasso di appuntamento, ciò nonostante neanche visibilità nel abituale ed in cerca risulta essere ciò per sfatare, allorché ve ne fosse 3 amore, un discorso 1 gli addetti con il proprio campo rappresentano tutti “occupati verso i propria lauti guadagni” ed a dare vita “problematiche” conseguenti un (s f scherzo). Una (s m edificio scolastico) Umberto Veronesi in base a 2 undici anni 1 con le nostre energie risulta essere attraverso fondi  in cerca ed alla (s f l’esportare) scientifica grazie a l’assegnazione da borse di alleanza al fine di specializzati, finanziando un allargamento dell’area oncologica, delle neuroscienze, della cardiologia si rivela della prevenzione nei tumori. SuperEnalotto risulta essere Sisal, praticano una simile parte contribuendo alla raccolta fondi al fine di sopportare una ricerca scientifica di affermazione della (s m edificio scolastico). Essenzialmente negli oltre 45mila punti ad vendere del web telematica Sisal vi verrà la antologia relativa alla agro per il 2014 che permetterà da pagare la alleanza finanziata dalla Fondazione Umberto Veronesi 7 contesto senologico. L’impegno con il proprio 1 durerà tramite un 13 settembre (avv vverbio preposizione sostantivo maschile avverbio preposizione sottile) all’11 ottobre ed 7 tutte delle ricevitorie sarà raccomandato effettuare donazioni avendo SuperEnalotto 2 fuori dalla norma schede dedicate, le giocate casuali “Quick Pick” fornisce (s m costruzione all’ingresso delle autostrade o nelle stazioni ferroviarie), o magari affattopotranno fare donazioni sentimentalmente libere, completamente disgiunte dal appuntamento: ad tutte delle donazioni, possa essere sentimentalmente libere i quali legate nel gioco, né Sisal né {i|quei|di|{hvis|luft til luft varmepumper Ricevitori tratterranno qualsivoglia 5 del servizio. In più l’iniziativa sarà pubblicizzata e una anomalo lista informativa allo scopo di garantirne la massima attenzione.
Bordello Web – Migliori bordelloitaliani risulta essere Bonus a titolo gratuito

June 16th, 2015
Comments Off

Abbassare 6: Una allegoria di quegli Eudamons, gli universitari 1 batterono la roulette

Le vincite sarebbero state investite nella ricerca: qualcosa, però, andò storto e i due ragazzi decisero di interrompere il loro progetto, benché redditizio.

Le origini del nome

Il nome del gruppo si ispirava all’eudemonismo, antica dottrina filosofica che propugnava il raggiungimento della felicità come principio morale.

Due studenti amanti del gioco

Nato a Houston, Texas, nel 1952, J. Doyne Farmer trascorse i suoi anni giovanili in New Mexico, dove cominciò a interessarsi di fisica. Dopo aver frequentato le università dell’Idaho e di Stanford, conseguì il dottorato di ricerca a Santa Cruz, in California, specializzandosi nella teoria del caos e nella fisica applicata alla roulette. L’amico Packard, di due anni più giovane, nacque a Billings, nel Montana.

La roulette in laboratorio

I due studenti diedero il via ai loro esperimenti su una roulette, utilizzando una macchina fotografica e un oscilloscopio (strumento che consente di visualizzare tensioni, correnti, potenze dell’energia elettrica) per tenere traccia del movimento. Alla fine riuscirono a elaborare una formula con funzioni trigonometriche basata su quattro variabili: due di queste erano il periodo di rotazione della ruota della roulette e quello della pallina attorno alla roulette.

James Bond? Ci fa un baffo

eudaemonic shoe computerI ragazzi misero a punto un piccolo computer, posizionato all’interno di una scarpa, da utilizzare nelle sale da gioco. I dati venivano inseriti muovendo un microinterruttore con l’alluce. Il computer che elaborava i dati suggeriva su quale degli otto settori della roulette piazzare le fiches o, altrimenti, di non scommettere affatto in quel giro. Queste informazioni venivano fornite alla persona sotto forma di vibrazioni da un dispositivo nascosto sotto la camicia appoggiato allo stomaco. Farmer e Packard impiegarono due anni per mettere a punto il loro sistema, che fu pronto nel ’78.

Un lavoro di squadra

I compiti al tavolo verde erano suddivisi tra due persone: l’osservatore che immetteva i dati con l’alluce e il complice che li riceveva attraverso i solenoidi nascosti sotto la camicia e di conseguenza faceva la puntata. Con questo metodo gli Eudaemons riuscirono a guadagnare in tutto circa 10mila dollari. Ogni dollaro piazzato fruttava 44 centesimi.

Il precursore

In realtà anche Edward O. Thorp e Claude Shannon all’inizio degli anni Sessanta avevano ideato un piccolo computer “indossabile” da utilizzare alla roulette: il dispositivo, però, venne impiegato solo per breve tempo. Il matematico statunitense Thorp, classe ’32, ha anche pubblicato negli anni Sessanta il libro “Beat the dealer”,  nel quale illustra un metodo per vincere a blackjack contro il banco.

Qualcosa andò storto

rouletteUn incidente di percorso causò lo scioglimento degli Eudaemons: la complice che giocava al tavolo verde ricevette una scarica elettrica dai solenoidi nascosti sotto il vestito, i quali, non essendo ben isolati, le procurarono una vistosa bruciatura sulla pelle.

Ciononostante, continuò imperterrita a giocare. Farmer, che in quell’occasione svolgeva il ruolo di osservatore, si rese conto che qualcosa non andava. Allo scopo di salvaguardare la salute della collega, o magari con il timore di venire scoperto insieme a lei, si allontanò dal tavolo obbligando anche la complice alla ritirata.

La meteora degli Eudaemons

Da quel momento Farmer e Packard decisero di sciogliere il gruppo: alcuni componenti se ne erano già andati per la difficoltà di conciliare gli impegni di studio con la militanza negli Eudaemons. I due fondatori degli Eudaemons riuscirono comunque nel loro esperimento, gettando le basi per l’analisi predittiva, disciplina che si occupa dello studio di dati allo scopo di trarre previsioni per il futuro.

Fisica, roulette e finanza

 Dopo aver ricoperto la posizione di ricercatore e di dirigente del Los Alamos Laboratory, nel ’91 Farmer lasciò questo incarico per fondare insieme a Packard e a James McGill la loro “Prediction company”, che si occupa di sistemi di previsione e statistica applicati alle attività imprenditoriali e commerciali. In seguito Packard e Farmer si lanciarono anche sul mercato finanziario. Thomas A. Bass, scrittore e professore americano di storia e letteratura, ha dedicato alcuni libri alla vita di Packard e Farmer: in “The Eudaemonic Pie” (1985) racconta la loro esperienza all’interno degli Eudaemons, mentre in “The Predictors” del loro successo in borsa.

La teoria del caos nei mercati finanziari

L’ultima opera è stata pubblicata nella versione italiana da Feltrinelli nel 2001 con il titolo

“Sbancare a Wall Street. Ovvero in che modo una banda di fisici indipendenti è riuscita a far fortuna in borsa applicando la teoria del caos”. “Nel periodo hippy dei loro studi Farmer e Packard non avrebbero mai immaginato che sarebbero riusciti battere i migliori operatori della borsa, da Goldman Sachs a Morgan Stanley – riporta il sito di Feltrinelli -. Nel corso dell’accidentato cammino che li porta dai loro uffici polverosi ai grattacieli scintillanti di Wall Street, le loro vincende si intrecciano a quelle di avidi affaristi, intermediari del potere e ribelli”.


Bari sfortunati

Film CasinoUn analogo sistema a quello di Farmer e Packard è stato utilizzato anche da due bari nel film “Casinò” (1995): in questo caso, però, i due giocatori disonesti sono stati meno fortunati. Nella pellicola diretta da Martin Scorsese i dati sulla puntata non venivano forniti da un computer ma da un complice che spiava la mano del croupier in un gioco di carte. Scoperti dal gestore Sam “Asso” Rothstein, i due bari vengono accompagnati nel retrobottega dove li attende una punizione esemplare. “Tu li beccavi, e loro tentavano di intrufolarsi di nuovo con barbe, parrucche e nasi finti commentava nel film il gestore del casinò Sam, impersonato da Robert De Niro, riferendosi a questo genere di giocatori -. Se non fossero stati così avidi li avremmo notati più difficilmente, ma alla fine sono tutti avidi”.

CSI e gli Eudaemons

Circa dieci anni dopo il film “Casinò”, la vicenda degli Eudaemons ispirò una puntata della serie CSI (Crime Scene Investigation) intitolata “No more bets” (“Rien ne va plus” nell’edizione italiana).

Il silenzio di Farmer

Per decenni, scrive New Scientist, Farmer non ha voluto parlare del suo metodo per vincere alla roulette. Solo qualche anno fa si è sbottonato.  

“Ho mantenuto il silenzio perché non volevo trasmettere informazioni che permettessero a chiunque di spillare soldi ai casinò” ha riferito lo scienziato.

Basta uno smartphone?

Poco tempo prima di questa dichiarazione, Michael Small e Michael Tse avevano dimostrato attraverso una ricerca, che con pochi calcoli e un piccolo computer o uno smartphone è possibile conoscere in  anticipo in quale metà della ruota andrà a cadere la pallina: il trucco è prendere nota di quando sia la pallina che un certo settore del piatto oltrepassano un determinato punto.

“Il gioco della roulette si divide in due momenti – scrive New Scientist – quando la pallina ruota attorno al cerchione e poi cade, che è altamente prevedibile, e quello che succede dopo che la palla ha iniziato a rimbalzare, che è invece più difficile da prevedere. In 13 lanci su 22 la coppia è stata in grado di indovinare in quale metà della ruota sarebbe caduta la pallina. Questo significava passare dal 2,7 per cento di probabilità a favore del banco nelle roulette europee al 18 per cento di probabilità a favore del giocatore”.

Dopo 22 lanci di prova, Small e Tse hanno effettuato 700 lanci in laboratorio utilizzando un sistema di telecamere automatizzato che avrebbe dato troppo nell’occhio all’interno di un casinò.

Forze di attrito

Come riporta New Scientist, “Farmer sostenne che il modello messo a punto dai due ricercatori è molto simile al suo. Small e Tse, a differenza di lui, ritengono causa preponderante del rallentamento della pallina l’attrito con il cerchio rispetto alla resistenza esercitata dall’aria”.

Casinotoplists – News